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Noi Genitori di Tutti

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A Cattolica l’esperienza di una testimone.

Noi Genitori di Tutti!

Questo il nome dell’Associazione e queste le Mamme Coraggio come Tina Zaccaria che hanno dato luogo all’iniziativa:  

Quando le Istituzioni non parlano c’è chi denuncia:

È una vergogna immensa. Uno scandalo senza fine. La situazione ambientale nella nostra zona sembra essere un pozzo di melma senza fondo. Ultime notizie. Per adesso. Solo per adesso. “ Veleni dagli scarichi ospedalieri” titola il quotidiano “ Avvenire”. E il caro Tony Mira inizia l’ articolo con queste parole: « Scarichi ospedalieri direttamente in fogna. Rifiuti ospedalieri sanitari pericolosi a rischio infettivo ammassati in modo irregolare, siringhe e garze usate, in mezzo ai rifiuti solidi urbani. Emissioni in atmosfera non autorizzate” Dove? Ad Aversa e a Marcianise. E pensare che ad Acerra, sabato, qualcuno ha tentato, ancora una volta, di gettare la colpa sui cittadini colpevoli di “ lanciare i sacchetti dai finestrini delle macchine”. Padre Maurizio Patriciello

Le Mamme della terra dei Fuochi

e “GLI ANGELI GUERRIERI”

…e la Mamma di Dalia Tina Zaccaria scrive:

Leggo le affermazioni della Lorenzin e una lama entra in una piaga mai rimarginata.Quando ho saputo del linfoma di mia fglia Dalia,per mesi ho spulciato tra le nostre abitudini e stili di vita alla ricerca d una causa che potesse averla fatta ammalare,mentre cio’ che accadeva da anni nella nostra terra era chiaro a tutti,tranne a noi cittadini.Come madre da vittima ora quelle parole circa stili di vita scorretti che portano un aumento di cancro nella nostra terra,mi spingono a sentirmi carnefice.Dalia uno stile di vita non ha fatto in tempo a sceglierlo,aveva solo 12 anni.E le mamme campane spero godano della stessa fiducia di tutte le altre madri che con amore allevano i loro figli,scegliendo per loro solo il meglio.Impossibile pensare che tutti i bimbi che hanno avuto la tua stessa sorte fossero alimentati con salsicce e soffritti tra una sigaretta e un’altra.Signora ministro,la prego,non ci appioppi pure il bollo di madri matrigne!Non lo meritiamo. Molte etichette attribuite alla mia gente,portano il marchio di uno stato assente e colluso,visto come nemico,sentito come ostile,certo!Se queste sono le prese di coscienza istituzionali ogni volta,sfido chiunque a no vedervi ostili. Certo a mia figlia non ho potuto evitare gli aereosol alla diossina che dal 2005 ad oggi hanno appestato l’aria che arrivava fin dentro casa o nell’abitacolo della mia auto mentre percorrevamo le strade provinciali. E non so cosa sia arrivato sulla mia tavola,non ne conosco la provenienza ne’ la sicurezza e genuinità. E non lo so perché non e’ mai stata e non e’ ancora vostra premura rendere tracciabili i prodotti in modo da tutelare la nostra salute e la nostra economia. So che nelle nostre campagne e’ stato sversato di tutto e non erano certo scarti prodotti dai nostri stili di vita. E so che oggi mentre le scrivo,su terreni interdetti all’agricoltura,ancora si coltiva e i prodotti entrano nella nostra catena alimentare e non possiamo scegliere se mangiarli o meno perché non li possiamo identificare. Capisce ministro queste cose?Andiamo,ha una licenza liceale,non dovrebbe esserle difficile,non bisogna essere scienziati per comprendere che la popolazione nostra e’ esposta a rischi seri di contrarre il cancro sia se fuma per scelta sia se respira l’aria ricca di diossina e veleno,sia se mangia fritti e soffritti sia se mangia verdure alimentate da fanghi e scorie…possibile che sia così complicato il discorso?La verità  e’ che il suo personale stile di vita e quello della politica di questi 30 anni non ci piace perché ci ha condannati a morte facendo credere al mondo intero che lo abbiamo scelto noi. Ma io non ci sto!io la verità la conosco e continuerò a gridarla. Dovstoieski afferma che la bellezza salverà il mondo e la foto di mia figlia insieme ai volti di troppi angeli per sempre bambini morti di cancro in questa terra più di mille parole spero la spingano ad un pentimento, prenda esempio dai camorristi….avrà pure il suo momento di gloria. Ma più che in un suo pentimento, spero che questo post induca tutte le madri a svegliarsi, a unirsi, ad indignarsi,a lottare per quel futuro che hanno promesso di dare ai loro figli e che qui da noi è ormai precario e incerto e per scelte vostre che non ci appartengono…..

 

 

Edda CattaniNoi Genitori di Tutti
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Dalia, vittima della Terra dei fuochi

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Una grande testimonianza in un incontro a Caivano

che desidero riproporre.

 

Dalia, vittima della Terra dei fuochi

Una telefonata disperata…ed ho conosciuto lei…che non si dava pace per la scomparsa della sua piccola… Sono passati pochi anni ed ancora ti vedo con il fazzoletto in mano, smarrita, non sapendo che fare…. Ed oggi combatti una battaglia quasi impossibile, con la tua disperazione e tanto amore! Grazie MAMMA CORAGGIO, un esempio per tutti noi!

Auguri, piccola stella!!!…proteggi Mamma Tua!

Cominciavano due anni fa i giorni di passione per la mia Dalia che il 31 ottobre 2012 andava via per sempre stroncata da un maledetto linfoma non hodkibg.
Chiedo a chiunque voglia ricordarla e renderle omaggio di condividere in questi giorni e fino al 31 questo post per far si che il mio messaggio possa toccare e svegliare piu’ coscienze possibili.

Sono due anni ormai che io con altre mamme e tante persone comuni come voi gridiamo l’assurdità di queste morti che nella nostra terra sono ormai un aberrante routine.
Tra le cause del cancro leggo da wikipedia “cause ambientali occupano un posto importante come l’esposizione a radiazioni o a certe sostanze chimiche”
Dalia viveva a Casalnuovo,terra dei fuochi.

Nella nostra terra da oltre un ventennio sono confluiti materiali di scarti industriali di ogni tipo,discariche abusive e pseudo legalizzate il cui percolato risulta da tempo inclassificabile e indisturbato si insinua nelle falde.
Da anni i roghi tossici con i quali le aziende locali smaltiscono indisturbate gli scarti delle loro produzioni fatte in regime di evasione fiscale appestano l’aria che respirava lei e che continuiamo a respirare noi.
A pochi metri in linea d’aria da dove viviamo un obsoleto mostro chiamato termovalorizzatore da oltre 800 MW continua a funzionare, in maniera illegittima, e a diffondere sostanze tossiche ad Acerra e non solo, nonostante l’autorizzazione in deroga per la cessata emergenza rifiuti sia scaduta da oltre un anno.
Il termovalorizzatore funziona inoltre senza che le sue emissioni siano oggetto di controllo da parte dell’ ARPAC o di qualsiasi altro ente terzo;per cui, unica fonte di dati relativi a quantità e qualità delle sue emissioni, resta la società che gestisce l’impianto, che continua così indisturbato la sua “opera” ignorando totalmente anche il principio di precauzione.

E mentre il governo ancora ignora il nostro dramma, mentre adduce l’aumento di patologie neoplastiche ai nostri stili di vita, mentre il decreto sblocca Italia prevede la costruzione di nuovi inceneritori, mi chiedo quando si parlerà di bonifiche controllate, tracciabilità di rifiuti industriali, lotta all’evasione e lavoro sicuro ed ecosostenibile.

 Per ora nella mia terra il principio di precauzione resta dunque un sogno, andato in fumo sotto la spinta di mafia,industriali senza scrupoli, stato assente e colluso.
In fumo,come la mia vita e quella della mia Dalia, il cui diritto di vivere doveva essere sacrosanto anche in Campania. Tina Zaccaria Mamma di Dalia

Edda CattaniDalia, vittima della Terra dei fuochi
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Io morto per dovere

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Di ritorno dalla terra dei fuochi non posso non ricordare chi ha dato la vita in quest’inferno

“Io, morto per dovere”

Prefazione del libro scritto dall’attore Giuseppe Fiorello, che ha interpretato Roberto Mancini nella fiction “Io non mi arrendo”.

 

 Quando per la prima volta mi hanno raccontato la storia di Roberto Mancini, d’istinto ho provato rabbia e commozione nello stesso momento. Due sentimenti opposti che all’interno di questa avventura umana si alimentano a vicenda.
Rabbia, perché la storia di Mancini è piena di ingiustizie, di imperizie, di silenzi, di valutazioni volutamente sbagliate. È impossibile non indignarsi di fronte alla mancanza di dedizione e vocazione alla giustizia da parte di certi organi dello Stato che avrebbero dovuto sostenere Roberto sin da subito nel suo lavoro, collaborando a una indagine che avrebbe potuto – fin da allora – smascherare un piano scellerato, criminale e irresponsabile. Invece lo hanno lasciato solo.
È impossibile non arrabbiarsi di fronte all’ignoranza di chi avvelena la terra sulla quale far crescere i propri figli, solo per ottenere potere e profitto. La vicenda della «Terra dei fuochi» e delle sue vittime morte di cancro a causa dell’inquinamento dei terreni e delle falde acquifere oggi la conosciamo tutti. Ed è altrettanto impossibile non pensare che, se il lavoro di Roberto fosse stato sostenuto fin da subito come meritava e come era giusto, forse avremmo evitato un disastro e oggi vivremmo in un paese migliore, più pulito e più civile.
La commozione, invece, mi è arrivata pensando alla figura di Roberto, un uomo con uno straordinario senso civile e una totale devozione nei confronti degli altri. Un uomo che ha sempre fatto del suo mestiere una missione. Non un eroe, ma un servitore dello Stato.
Per la fiction Io non mi arrendo, dedicata proprio a Mancini, ho proceduto come è mio solito: ho provato a capire se c’era un buon motivo per raccontarla e che messaggio avrei lasciato ai miei figli. Ogni volta, infatti, cerco di comprendere chi è l’uomo nel quale sto per calarmi. Stavolta non ho avuto personalmente contatti con Roberto ma l’ho cercato in tutte le persone che l’hanno conosciuto bene. Ho immaginato il suo sguardo, la sua forza, la sua determinazione, e per fare questo è stato importante conoscere la sua famiglia. Monika, la moglie, è stata un’amica cara e disponibile, attenta e sensibile verso il mio lavoro. Mi ha osservato con amore e mi ha dato la massima fiducia, regalandomi tanti consigli e tanti particolari che mi hanno aiutato a interpretare suo marito. Anche conoscere la figlia di Roberto, una ragazza dolce e determinata come il padre, è stato importante. Sono certo che sarà lei a continuare da dove lui ha lasciato. Sono certo che sarà capace di riscattarlo.
Poi un giorno è venuta a trovarmi sul set la madre di Roberto, una donna forte e simpatica che porta ancora nel cuore un peso enorme, perché è consapevole di aver perso un figlio per il solo fatto che faceva bene il suo dovere.
Perché questa è la verità: lui aveva scoperto qualcosa che non si poteva dire, qualcosa che dava noia a troppe persone. Per questo è stato lasciato solo, e per me è stato un onore ridare vita a un grande uomo e rivelare a tutti una storia insabbiata che avrebbe potuto fare luce sul più grande disastro ecologico del nostro paese. E lo stesso fanno queste pagine, scritte in punta di penna, che da un lato raccontano la vita del «poliziotto comunista» e dall’altro scoperchiano alcuni aspetti inediti e sconvolgenti della Terra dei fuochi: le complicità tra politica e criminalità, il silenzio delle istituzioni. Un testo che contiene anche una bellissima lettera dello stesso Mancini: il principio di un libro che aveva cominciato a scrivere poco prima di lasciarci e che oggi diventa l’inizio di questo importante lavoro degli autori.
Roberto diceva la verità, per questo è morto. Lo ha ucciso il cancro, che ha contratto proprio mettendo le mani in quel territorio che gente senza scrupoli e senza rispetto per il futuro ha riempito di veleni. Ma prima ancora della malattia lo ha ucciso l’indifferenza, la connivenza e l’omertà di quegli uomini senza anima, senza fede, legati a giri di interessi che non guardano in faccia a nessuno.
Come tutti i grandi martiri che hanno voluto bene all’Italia, Roberto è morto per noi e deve stare tra le eccellenze del nostro paese, perché è una bandiera della legalità e dell’onestà civile, e ha dimostrato che ci sono valori per affermare i quali vale la pena di andare avanti contro tutto e tutti, a qualsiasi costo.
Questo è ciò che lascio ai miei figli. Anzi, questo è ciò che lascia loro Roberto Mancini.

 

 

Edda CattaniIo morto per dovere
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