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Medianità e Transcomunicazione

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L’esperienza di Marcello Bacci morto il 15 lug 2019 – GROSSETO –il più noto metafonista italiano.

Lo si ricorderà a Cattolica 2019 come la sua presenza al nostro Convegno il 21 settembre 2017

Siamo lieti di proporvi un documento eccezionale, che va letto e studiato con attenzione. Il Dr. Felice Masi è stato uno dei più esperti studiosi nel campo della registrazione delle voci, della TR, e di tutti i fenomeni di medianità.

Personalmente sono lieta di poter confermare che tutto ciò che mio marito ed io abbiamo sperimentato ed ottenuto lo dobbiamo alla sua ricerca e ai suoi insegnamenti. (E.C.)

Il Dr.Felice Masi cura un sito dove propone gran parte del suo vasto materiale di ricerca : http://www.ricercapsichica.it

FENOMENI MEDIANICI E

TRANSCOMUNICAZIONE STRUMENTALE A CONFRONTO

 di

Felice Masi

(Estratto da La Ricerca psichica, anno 1° n. 1, maggio 1994)

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Marcello Bacci a Cattolica con le metafoniste di FB

Negli ultimi cinquanta anni si sono molto sviluppati, come nuovo modo di comunicazione con l’Altra Dimensione, i fenomeni cosiddetti della transcomunicazione strumentale (TCS) a fronte di quelli tradizionali medianici (FM), che tuttavia conservano ancora tutta la loro importanza. Prescindiamo da quella parte dei fenomeni medianici, sia di percezione extrasensoriale (ESP) che psicocinetici (PK), che provengono sicuramente dalla mente del vivente. La caratteristica essenziale che contraddistingue sia la residua parte dei fenomeni medianici (quelli spiritici, FMS) che quelli nuovi della TCS appare essere le seguente: costituiscono entrambi delle modalità con cui, a prima apparenza, si entra in contatto con individualità che affermano di essere state già persone viventi sulla terra come noi, che sono passate attraverso la crisi di morte e che ora esistono in un’altra dimensione esistenziale (quella del post mortem). Attraverso entrambe queste due categorie fenomeniche, tali individualità si manifestano a noi e ci inviano dei messaggi. Precisiamo subito, nell’affrontare questo spinoso argomento, che qui non si vuole entrare nella annosa e dibattuta problematica spiritica e della realtà di tali contatti oltremondani ed effettiva provenienza di questi fenomeni e messaggi da persone defunte o da altri esseri o Spiriti disincarnati o non umani. Prendiamo questi fenomeni così come si presentano e intendiamo esaminarli e capirli sotto l’aspetto teorico della differenza che intercorre tra le due categorie fenomeniche suddette della TCS e delle FMS. Essi infatti – a parte quella loro comunanza, come provenienza e finalità apparenti – sono diversissimi tra loro ed è dunque della massima importanza metterli a confronto tra loro per vederne il rispettivo fondamento, modo di funzionamento e come si producono.

·        Nei FMS la comunicazione tra “loro” ( i sé dicenti morti) e noi viventi avviene per il tramite di un medium, cioè attraverso le capacità telepatiche di una persona dotata di tali capacità. Questa, trovandosi in quel particolare stato modificato di coscienza che è chiamato “trance”, recepisce nella mente le comunicazioni e i messaggi telepatici inviati dall’altra dimensione e da quelle individualità e li riporta gli altri presenti, dopo averli tradotti in linguaggio per loro comprensibile (parole, scrittura).

Il colloquio avviene dunque attraverso un contatto diretto tra la mente del presunto defunto e quella del medium, che entrano in sintonia o risonanza (psicobiorisonanza) tra loro e così possono comunicarsi pensieri, sensazioni, emozioni, sentimenti; quelli del primo si travasano nella mente dell’altro (del medium). Si tratta dunque di un contatto e di un colloquio diretto tra mente e mente e il fenomeno è un fenomeno ESP (fenomeno di percezione extrasensoriale).

Nella TCS invece il fenomeno avviene non attraverso un medium ma attraverso un apparecchio elettronico, che può essere il più diverso: un registratore sonoro (magnetofono), un radioregistratore, una radio, un televisore, un computer, un telefono e così via. Abbiamo così, in rapporto ai vari apparecchi, i diversi tipi di fenomeni TCS: la psicofonia, le voci dirette alla radio, la psicovisione, i messaggi al computer, le telefonate dall’aldilà ecc.

Nella TCS il fenomeno non è ESP ma è PK, psicocinetico, cioè vi è una azione diretta (anche qui si tratta di una risonanza) della mente (del defunto) sulla materia fisica. Questa azione-risonanza consiste in un influenzamento esercitato dal disincarnato col pensiero sul campo elettromagnetico. Tale campo  è quello prodotto da uno dei suddetti apparecchi elettronici o formatosi ed esistente attorno ad esso (“onde elettromagnetiche”). L’azione svolta su di esso consiste nel modificarne la modulazione. Vediamo meglio come tutto ciò avviene.Sappiamo tutti come funziona una trasmissione radio, televisiva o anche telefonica, digitale di computer e simili. Il sistema è composto da un apparecchio trasmittente e da un apparecchio ricevente. Il primo è situato a monte e trasmette voce, parole, immagini, comandi, dopo averli trasformati in onde elettromagnetiche modulate, o meglio in una modulazione del campo elettromagnetico. L’apparecchio ricevente è situato a valle e compie l’operazione esattamente opposta: riceve le onde modulate e le ritrasforma in parole immagini, voce e altri segnali comprensibili (umanamente percepibili). La voce.(onde sonore dell’aria) e le immagini (assorbimento di onde luminose da un corpo opaco) non possono andare oltre una certa distanza. Per comunicare con luoghi lontani (fuori della loro portata) bisogna far uso di un mezzo che superi qualunque distanza. Questo mezzo è il campo elettromagnetico; l’apparecchio trasmittente trasforma (“modula”) la voce, l’immagine ecc. in una determinata modulazione di tale campo; questa specifica modulazione (“onda portante” o “portante elettromagnetica”) incorpora dunque in sé, porta con sé il segnale di quella voce, immagine ecc. Al punto di arrivo l’apparecchio ricevente riceve la modulazione e compie l’operazione inversa: demodula il segnale ricevuto e lo ritrasforma in voce che possa essere sentita e capita, in immagine che possa essere vista, ecc.. Ogni data modulazione corrisponde a una specifica voce o parola, a una specifica immagine o figura, ecc. (“codificazione”). Attraverso questa modulazione e sotto forma di questa modulazione (“così codificate”) le voci, le immagini, i comandi percorrono lo spazio e la distanza fino alla stazione ricevente. E’ chiaro che, in questo modo e attraverso queste codificazioni (modulazione e demodulazione specifiche)  l’apparecchio ricevente fa sentire e vedere le stesse parole e le stesse immagini che vi erano in partenza; ovvero in informatica e con l’elaborazione informatica, il computer e la sua stampante danno il risultato informatico che si voleva ottenere attraverso il comando digitato. Fin qui tutto chiaro, si ricevono le stesse cose, gli stessi messaggi che erano stati trasmessi, ma proprio perché questo era lo scopo della trasmissione (normale) a distanza e di tutta quella complessa operazione di trasformazione/modulazione e ritrasformazione/demodulazione, codificazione e decodificazione. Ora però immaginiamo che un misterioso “agente X” strada facendo, ovvero vicino alla trasmittente ovvero, più verosimilmente, vicino all’apparecchio ricevente faccia la birichinata di cambiare la modulazione (della portante) e di codificarvi un testo diverso. E’ chiaro che l’apparecchio ricevente, facendo come sempre il suo onesto e neutro lavoro di demodulazione, farà udire o farà vedere o darà risultati informatici non più conformi a quelli che erano stati trasmessi ma conformi al cambiamento introdotto, conformi alla nuova codificazione. Si udirà così (oh meraviglia!) una voce diversa, si vedrà così un’immagine diversa da quelle trasmesse, si leggerà un testo diverso da quello digitato.

 

Le figure qui unite danno una rappresentazione più immediata e comprensibile di tutto quello e della tante parole

che sono state dette.

 

Nella prima figura (trasmissione radio normale) la donna speaker dice, davanti al microfono della radio trasmittente, “cari amici, buongiorno” e a queste parole corrisponde una data, specifica modulazione (determinate onde) del campo elettromagnetico, che va, sempre uguale, fino all’altoparlante della radioricevente. Questo ritrasforma (demodula) le onde in voce e poiché le onde (la modulazione, la codificazione) sono rimaste le stesse che erano in partenza, l’altoparlante emette, e l’uomo che ascolta sente, le stesse parole “cari amici buon giorno”.

Ammettiamo invece  come nella figura 2 – che, strada facendo, “qualcuno”, un misterioso agente X modifiche la modulazione e gli dia, ad esempio, quella delle parole “sono sempre vivo”. E’ chiaro che l’apparecchio ricevente, ricevendo questa nuova modulazione (invece di quella iniziale inviata) e facendo sempre, come detto, il suo onesto lavoro di trasformare le onde ricevute in voce, farà udire, da esso si sentiranno uscire (oh meraviglia!) queste nuove, misteriose parole “sono sempre vivo”.

Accade, insomma, come se io, intercettassi una lettera diretta dal sig. A al sig. B e cambiassi il foglio dentro la busta con un altro. E’ evidente che il sig. B, aprendo la lettera, leggerà quello che gli ho scritto io e non quello che gli aveva scritto l’amico A; e, non sapendo nulla dell’intercettazione fatta, si meraviglierà moltissimo di quello che legge – che non corrisponde a quello che si aspettava da A – e non capirà e si chiederà come ciò sia possibile e come possa essere avvenuto.

 

Nella figura 3 è invece rappresentato – per mostrarne la diversità – un FMS: le persone sono raccolte attorno al tavolo; la donna medium (M) riceve mentalmente (per ESP, per telepatia) dall’agente X il messaggio “Sono sempre vivo”; così ricevutolo, lo esprime e lo porta a conoscenza degli altri presenti con la sua voce e con le stesse parole. 

Dunque, per i fenomeni della medianità non occorre un apparecchio elettronico ma è necessario, ed è sufficiente, un medium (la mente di un medium) cioè una persona con capacità di andare nello stato modificato di coscienza della trance. I fenomeni medianici sono fenomeni “da mente a mente in modo diretto”; sono fenomeni ESP, di percezione extrasensoriale. Nei fenomeni della TCS, invece, occorre assolutamente un apparecchio elettronico (perché bisogna agire sulla modulazione del campo elettromagnetico che arriva ad esso o che gli esiste attorno) e non occorrono capacità medianiche. O meglio, ne bastano pochissime. Il fenomeno. infatti, è un po’ più complesso (figura 4). La pratica ha mostrato che le voci psicofoniche si sentono sempre meglio e se ne sentono sempre di più quanto più si ascolta; e che altrettanto avviene per le immagini nella psicovisione, si vedono sempre meglio e se ne vedono anche altre quanto più si fissa l’immagine. Inoltre voci e immagini ambigue, poco chiare, incomplete si precisano in voci e immagini formate e complete, aventi un senso. Interviene dunque, accanto al fattore principale PK di modifica della modulazione del campo (delle onde) elettromagnetiche, anche un fattore di percezione mentale ESP. Come detto, nella TCS bastano poche forze medianiche, di livello minimo; per questo tale fenomenologia riesce pressoché a tutti e non occorre un vero medium. Questo perché si tratta di agire (di spostare, di muovere) non a livello macroscopico e su corpi pesanti, come è nella telecinesi normale (nei fenomeni psicocinetici medianici) ma soltanto sul campo elettromagnetico, cioè a livello subatomico e quantico.
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Nella figura 5, infine, abbiamo la schematizzazione di un fenomeno TCS di psicovisione. In alto abbiamo, a sinistra, la trasmittente (spenta, non trasmette) e a destra il televisore (ricevente) composto di tubo catodico e schermo fosforescente.

Al centro la trasmittente è in fase trasmissione. Da essa escono le onde elettromagnetiche modulate che, ricevute dal tubo catodico, sono trasformate da questo nel fascetto elettronico che eccita la fosforescenza dello schermo e da’ le immagini. Immagini normali come alla trasmissione (un uomo e una donna) perché l’onda elettromagnetica non è stata modificata.

In basso un agente X ha modificato la modulazione dell’onda (o nel campo tra trasmittente e ricevente o nel fascetto elettronico). Perciò il fascetto elettronico sarà modificato (rispetto alla trasmissione effettiva), ecciterà in modo diverso la fosforescenza dello schermo e così su questo, accanto all’uomo e alla donna normali, compare una figura “extra” (come si dice), la donna più alta che nella trasmissione normale non c’era.


Sulla base di questo modello e di queste spiegazioni possiamo darci anche una spiegazione delle cosiddette “telefonate dall’aldilà”, studiate soprattutto da alcuni psicologi e parapsicologi americani, come Scott Rogo e Raymond Bayless.

Vediamo prima cosa sono queste misteriose telefonate. Accade (è realmente accaduto e i casi sono stati riferiti e studiati) che squilla il telefono, andiamo a rispondere e, dall’altra parte sentiamo una voce, un interlocutore che si qualifica o che riconosciamo come una persona morta. Oppure accade che noi telefoniamo a qualcuno e ci risponde invece non la persona chiamata ma una persona che sappiamo che è morta. Ci si domanda se è un fenomeno medianico o una transcomunicazione strumentale.

Per la verità può trattarsi, di volta in volta, dell’un caso o dell’altro. Il punto di partenza è che, appartenendo la TCS alla categoria dei fenomeni psicocinetici, per aversi un fatto di TCS occorre che vi sia un effetto PK.

Nelle telefonate, la componente fisica è la corrente elettrica (gli impulsi elettrici) che corrono lungo il filo telefonico, dal microfono dell’apparecchio che chiama (e dove si trova la persona che parla) fino alla cornetta dell’apparecchio che riceve (dove si trova chi ascolta). Perché la telefonata dell’aldilà sia un fatto di TCS occorre che vi sia (che sia stata fatta) una effettiva azione su tali impulsi elettrici (ovvero sul campo elettromagnetico della cornetta o delle trasmissioni satellitari)) intesa a cambiarne, come si è visto, la modulazione. Cioè per aversi TCS devono essere stati modificati tali impulsi elettrici che trasportano la telefonata e che corrono lungo i cavi e fili telefonici. Ciò potrebbe essere accertato facendo il grafico (attraverso una rappresentazione grafica) di tali impulsi e dei relativi fonogrammi. In tal caso, tutti coloro che sentono la telefonata, la sentirebbero nel senso “dell’aldilà” e, se venisse registrata, ad esempio con una segreteria telefonica, si registrerebbe sempre in tale senso. Se invece non vi è una tale modificazione della modulazione degli impulsi elettrici né essa risulta dal loro grafico – se non vi è stata, cioè, una azione PK perturbatrice della telefonata normale – allora, se sento che dalla cornetta mi parla la voce non di un vivente (che ho chiamato o che mi ha chiamato) ma quella di un disincarnato, ciò vuol dire che si tratta di una allucinazione telepatica, cioè di un fatto ESP, di un fenomeno medianico. Attenzione però! Allucinazione non vuol dire illusione. L’allucinazione, al contrario dell’illusione, ha una sua realtà. Ha una realtà soggettiva, una realtà mentale per chi la sente. Ciò vuol dire che, percepito mentalmente, è stata ricevuto effettivamente il messaggio di un disincarnato, un messaggio dall’aldilà – ma è stato ricevuto per telepatia, per ESP. Comunicazione (diretta) da mente a mente e influenzamento (diretto) della mente (per ESP) ovvero azione (PK) su un apparecchio e su un campo elettromagnetico: questa è la discriminante fra le due categorie fenomeniche, pur provenienti da una medesima fonte e dimensione, che passa tra i fenomeni medianici (spiritici) e quelli della transcomunicazione strumentale.

Bibliografia

 V.  Colaciuri – E. Foresti, E.A.P. Voci paranormali al registratore, Gala­tea ed., Catania, 1973.

Autori Vari, Voci dall’invisibile, Armenia, Milano 1978.

H.  Schaefer, Voci da un altro mondo, MEB, Padova 1992.

D.  Scott Rogo – R. Bayless, Phone Calls from the Dead, Prentice Hall, USA 1979.

V.  Nestler, La telepatia, Mediterranee, Roma 1974.

W. Carington, Telepatia: Fatti, Teoria, Deduzioni, Astrolabio, Roma 1948.

J.B. Rhine, I poteri dello Spirito, Astrolabio, Roma, 1975.

Summary

 Mediumistic phenomena and trans-communication

The article compares classical mediumistic phenomena — where a contact with the dead is presumed — and the new phenomena of “trans-communication”. In the former, communication occurs through telepathy by the medium: in an altered state of consciousness, the trance, he/her is able to receive telepathic mes­sages from other dimensions and to transiate them in everyday language. In the lattcr there is a direct (psychokinetic) influence by a non-material agency on an electromagnetic device, with a field probably modulatcd by that transmitter. A receiving device, as a tape-recorder, radio or television, picks up in fact a messa­ge from a foreign agency, rather than that naturally transmitted on the frequen­cy. Mediumistic phenomena, also, require a medium; trans-communication requires an electronic device, that can vary in accordance to the customer’s uses. No me­diumistic skill is needed. By addressing these remarks to the so-calied “phone calls from the dead” phenomenon (studied some years ago by Scott Rogo and Raymond Bayless), we can retain that a physical occurreuce takes piace, with a real telephone call. The trans-communicating phenomenon seems to modify the modulation of the electric pulses through which the communication does proceed. Sometimes, ho­wever, things are not so. If the modulation doesn’t occur, then the “voice” heard is of hallucinatory type. This wouid be a not trans-communication, but a mediu­mistic phenomenon: the phone “voice” is indeed created through a mental im­pression, telepathically perceived.

 

Edda CattaniMedianità e Transcomunicazione
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Dallo spiritismo alla “ricerca psichica”

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Dallo Spiritismo alla Ricerca Psichica e alla Parapsicologia

 


La seconda metà dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento sono caratterizzati dalla grande Medianità che si esprime attraverso Medium di eccezionali capacità. Verso gli anni Trenta di questo secolo il panorama cambia totalmente e l'attenzione si sposta a quei fenomeni che costituiscono la base moderna della parapsicologia e sono attribuibili esclusivamente all'uomo. Si continuano a studiare i medium, ma viene data la preferenza a fenomeni suscettibili di sperimentazione in laboratorio e di valutazione statistica: nasce la parapsicologia quantitativa. Essa consiste nello studiare sperimentalmente casi molto semplici, ripetuti migliaia di volte in varie condizioni, anche con soggetti dotati di scarsissima sensitività.
Nell'ultimo decennio del secolo scorso, inoltre, l'applicazione dell'Ipnotismo nella cura degli isterici portò, grazie agli studi di Sigmund Freud e di Josef Breuer, alla nascita di una nuova scienza, la Psicoanalisi. Questa ben presto, oltre ad una valenza terapeutica si sviluppò come tecnica di interpretazione dei contenuti della psiche. Man mano essa si allargò a una concezione generale della realtà e dei rapporti tra psiche e corpo. Contemporaneamente, però, aumentarono le difficoltà teoriche e pratiche, e anche le divergenze tra i seguaci della stessa dottrina psicoanalitica. Si arrivò, così, alla separazione tra Carl Gustav Jung e il suo maestro Sigmund Freud, considerato il padre della Psicologia del profondo. Nel tempo la Psicoanalisi ha portato alla nascita di diverse ramificazioni rispetto alla teoria originale, costituendo però, una base per lo studio dell'interiorità dell'uomo.
Alla Duke University di Durham nella Carolina del Nord (università privata come tante altre negli USA) fu fondata nel 1927 una facoltà di Psicologia, la cui direzione fu offerta al professor William Mac Dougall. Questi, insieme ad altri psicologi (come William James e Gardner Murphy) si interessava di Ricerca Psichica. Mac Dougall una volta nominato alla Duke University si fece raggiungere da una giovane coppia che aveva conosciuto alla Harward University di Boston. Si trattava di Joseph Banks Rhine e sua moglie Louise. Grazie a J.B. Rhine nasce la Parapsicologia moderna di cui egli è unanimemente considerato il fondatore. Da questo momento lo studio della fenomenologia paranormale approda nelle università, che nel 1933 Willem Tenhaeff nell'Università di Utrecht è il primo libero docente di Parapsicologia in una cattedra universitaria. Con gli esperimenti sui fenomeni di Telepatia, Chiaroveggenza e Precognizione da parte di Rhine (che li unificò sotto il termine ESP, Percezione Extra-Sensoriale) si parla di una parapsicologia quantitativa, tuttavia non viene abbandonata quella qualitativa ogni qualvolta si presentino Sensitivi eccezionali. Questo è il caso di Gerard Croiset, in Olanda, preso in esame da Willem Tenhaeff per le sue doti di Chiaroveggenza e Precognizione e di Gustavo A. Rol in Italia, per la sua Sensitività ad Effetti Fisici.
Mentre la ricerca proseguiva nei laboratori – dove venivano analizzati soprattutto i fenomeni della Telepatia, della Chiaroveggenza, della Precognizione e della Psicocinesi – i Fenomeni Medianici continuavano a presentarsi.


Ricerca Psichica

 

http://www.ricercapsichica.it

Definizione


Il termine Ricerca Psichica è la traduzione dell'espress
ione inglese Psychical Research adottata ufficialmente nel 1882 dai ricercatori inglesi della S.P.R. per indicare lo studio dei Fenomeni Paranormali. ma non era, però, l'unico a definire tale studio. Nel 1905 Richet indicò lo studio "di tutti i fenomeni meccanici o psichici che sembravano dovuti a forze intelligenti sconosciute o a fattori intelligenti latenti nell' inconscio umano" con il termine Metapsichica, che venne utilizzato, poi, in Francia e in Italia. Alla fine del 1800, invece, il medico tedesco M. Dessoir aveva creato il termine Parapsicologia, che venne preferibilmente usato in Germania e nei paesi germanici. Al Congresso Internazionale di Parapsicologia tenuto a Utrecht nel 1953 venne proposto che lo studio dei fenomeni paranormali venisse universalmente conosciuto con il nome Parapsicologia.
Tuttavia, nonostante la differenza etimologica i termini Ricerca Psichica e Parapsicologia vengono utilizzati indifferentemente. La medianità ad alto livello intellettivo
La seconda metà dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento sono caratterizzati dalla grande Medianità che si esprime attraverso Medium di eccezionali capacità. Verso gli anni Trenta di questo secolo il panorama cambia totalmente e l'attenzione si sposta a quei fenomeni che costituiscono la base moderna della parapsicologia e sono attribuibili esclusivamente all'uomo. Si continuano a studiare i medium, ma viene data la preferenza a fenomeni suscettibili di sperimentazione in laboratorio e di valutazione statistica: nasce la parapsicologia quantitativa. Essa consiste nello studiare sperimentalmente casi molto semplici, ripetuti migliaia di volte in varie condizioni, anche con soggetti dotati di scarsissima sensitività.
Mentre la ricerca proseguiva nei laboratori – dove venivano analizzati soprattutto i fenomeni della Telepatia, della Chiaroveggenza, della Precognizione e della Psicocinesi – i Fenomeni Medianici continuavano a presentarsi. Negli anni Venti e Trenta l'entità Symbole aveva dettato importanti Comunicazioni alla medium francese Jeanne Laval, mentre in Italia una voce aveva trasmesso al sensitivo Pietro Ubaldi una serie di messaggi in cui venivano trattati i rapporti che intercorrono tra spirito e materia. Fu dal secondo dopoguerra che si ebbe una svolta nella Medianità intellettiva. In Italia negli anni 1945-1946 cominciano a svilupparsi le medianità di due sensitivi eccezionali: Roberto Setti, a Firenze, e Corrado Piancastelli, a Napoli. Attraverso essi si è avuta una ricchissima produzione di Comunicazioni Medianiche ad alto livello intellettivo. Il gruppo formatosi attorno a Roberto Setti, denominatosi Cerchio Firenze 77, ha raccolto e pubblicato in volumi la ricca produzione di messaggi ottenuti in quarant'anni di medianità, mentre quello riunito attorno a Corrado Piancastelli, facente capo al Centro Italiano di Parapsicologia (CIP) raccoglie e pubblica le comunicazioni nella rivista bimestrale CDA (Comunicazioni dell'Entità A). Nel 1963, invece, attraverso una scrittrice americana, Jane Roberts, una entità cominciò ad inviare Comunicazioni non meno valide.


LA MEDIANITA’

 


La medianità è appunto la facoltà specifica dei medium, ovvero di quei sensitivi che fungono da mezzi, da tramite tra il mondo della realtà più visibile e banale e la realtà più profonda, misteriosa e nascosta. Come dicevo nella sezione dedicata alla parapsicologia i medium sembrano intervenire direttamente con la personalità dei defunti, con l'anima del nostro passato, con la storia e le vicende della nostra umanità. Tutto questo è per noi abbastanza normale e la nostra capacità viene naturalmente crescendo man mano che leggiamo, interpretiamo e divulghiamo i pensieri dell'umanità, soprattutto passata e defunta, attaverso i nostri sogni, i nostri scritti ed il nostro linguaggio.

Così come nell'antichità i vari eroi si recavano in viaggio nell'oltretomba per carpire i segreti dei grandi del passato, così anche noi come Enea, Dante o altri visitiamo sempre il mondo dei morti e come negli antichi presagi portati dai sogni le profezie e le precognizioni che ne ricaviamo non sono mai troppo buone, anzi sono in genere sempre presagi di morte, di catastrofe e di malattia. Ma è proprio per questo che il medium deve intervenire, per cercare di modificare l'evolversi e lo sviluppo degli eventi negativi, trasformandoli attraverso la propria sensibilità e la propria conoscenza in eventi positivi o almeno di gran lunga meno dannosi. Ora qui non voglio dilungarmi troppo su queste tematiche piuttosto complesse, ma vi basti sapere che noi siamo la morte in vita e la vita in morte. Noi siamo come i veri maghi, i veri poeti, i veri folli, noi non siamo altro che medium.
MORIRE, DORMIRE; DORMIRE, FORSE SOGNARE!
Dunque non abbiamo nulla a che vedere con lo spiritismo, con fenomeni psico-biodinamici o spiritoidi, ma ci occupiamo solo della morte e della vita da un punto di vista estremamente scientifico, filosofico, letterario e poetico. La nostra insomma non è altro che una ricerca psichica e intellettuale di natura filosofica all'interno dei meandri del caos e dell'assurdo dell'esistenza umana ed il nostro scopo principale è quello di sconfiggere la paura della morte, anche perché chi impara a non temere la morte impara a non servire, a non essere schiavo e diventa una persona libera, un'entità che può servire a qualcosa senza per questo dover supinamente servire la stupidità del potere organizzato. Per questo noi abbiamo sempre approfondito le tematiche della morte e del dolore per poter così meglio capire i nostri desideri, i nostri sogni e scoprire finalmente la felicità, la serenità, l'amore e perché no, forse anche la morte.

Apprendere a morire infatti significa imparare a vivere e poi in fondo come diceva Freud …………..
La nostra più acerrima lotta dunque non è con l'al di là, entità culturale e spazio temporale di cui siamo in intima correlazione oggettiva, ma è contro la stupida banalità dell'al di quà, dove si concentrano infatti tutte le malefiche negatività delle più vanitose, mostruose e avide forze dell'autorità e della stupidità. Mitigate dunque le vostre paure e ricercate la vostra strada, approfondite la vostra conoscenza e sviluppate la vostra umanità, uccidete il vostro egoismo e liberate la vostra comunicatività, solo così potrete sperare di migliorare la vostra serenità terrena ed ultraterrena! Per iniziare dunque ad approfondire la vostra capacità medianica vi metto a disposizione una vasta scelta di aforismi sulla morte e sul'arte di morire, il tutto ovviamente sperando di darvi delle buone idee per vivere meglio.

Sensitivo

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Un individuo che sa raggiungere i livelli superiori. La capacità di ricevere le impressioni, vibrazioni, che sono oltre quelle di solito percepite dai cinque sensi.
Molti potrebbero arguire che tutti sono sensitivi in gradi distinti, ma il termine tende ad assumere un valore maggiore per coloro che in effetti si vi rapportano per processare le influenze dei livelli superiori. Come nel caso di tutte le capacità psichiche, alcuni possiedono determinati doni, mentre altri devono focalizzarsi maggiormente sul loro sviluppo. Il sensitivo non deve per forza essere un medium, a meno che lui/lei sia abbastanza sensibile da controllare un'entità disincarnata.
In termini spirituali per sensitivo si intende l'anima. Quello che è meramente psichico non eguaglia lo spirituale, dato che in questo contesto ci si riferisce al termine "percezione-extrasensoriale" che può non avere alcuna relazione con la natura spirituale, ma risulta una semplice estensione dei sensi fisici.
La scrittura automatica è una capacità psichica, ma è pure una delle meno affidabili, dato che richiede una maggiore distinzione tra i pensieri di questo mondo e quelli l'altra parte.
Una delle grandi limitazioni di molti sensitivi risiede nell'essere emotivamente coinvolti con un individuo o un concetto. Il che blocca o limita le informazioni che di norma invece riceverebbero.
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Edda CattaniDallo spiritismo alla “ricerca psichica”
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