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Un Grande Uomo divenuto Papa

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Un Grande Uomo divenuto Papa

SANTO GIOVANNI PAOLO II°

Papa Francesco ricorda Giovanni Paolo II, coraggioso testimone della fede

18/05/2019
Durante la messa all’altare di San Giovanni Paolo II,  il Papa ha ricordato che oggi ricorre il centesimo anniversario dalla nascita. Salutando i pellegrini ha detto:

“Cari sorelle e fratelli,“La preghiera, la vicinanza al popolo e l’amore alla giustizia”. Sono le tre “tracce” di san Giovanni Paolo II che il Papa ha ricordato nell’omelia, pronunciata a braccio, della messa trasmessa in mondovisione dall’altare collocato sopra la tomba del papa polacco, nella basilica di San Pietro, in occasione del centenario della nascita di Karol Wojtyla. “Il Signore ama il suo popolo”, ha esordito Francesco: “È una verità che Israele ama ripetere, e anche nei momenti brutti, sempre, il Signore ci ama”. “Il Signore ha visitato il suo popolo”, ha proseguito il Papa: “Lo stesso diceva la folla che seguiva Gesù, vedendo le cose che faceva Gesù: ‘Il Signore ha visitato il suo popolo’. E oggi possiamo dire che cento anni fa il Signore ha visitato suo popolo. Ha inviato un uomo , lo ha preparato per fare il vescovo e guidare la Chiesa”. “Facendo memoria di san Giovanni Paolo II, riprendiamo questo”, l’invito: “Il Signore ama il suo popolo, il Signore ha visitato il suo popolo, il Signore ha inviato un Pastore”. Delle “tante tracce di un buon Pastore che possiamo trovare in san Giovanni Paolo II”, Francesco ne ha indicate tre: “La preghiera, la vicinanza al popolo e l’amore alla giustizia”. “San Giovanni Paolo II è stato un uomo di Dio perché pregava, e pregava tanto”, ha spiegato il Papa: “Lui sapeva bene che il primo compito di un vescovo è pregare. E questo non lo ha fatto il Vaticano II, lo ha detto San Pietro, che quando hanno fatto i diaconi disse: ‘E a noi vescovi, il primo compito è pregare’.”

Quest’invito si è trasformato in un’incessante proclamazione del Vangelo della misericordia per il mondo e per l’uomo, la cui continuazione è quest’Anno Giubilare. Oggi desidero augurarvi, che il Signore vi dia la grazia della perseveranza in questa fede, questa speranza e quest’amore che avete ricevuto dai vostri avi e che conservate con cura. Nelle vostre menti e nei vostri cuori risuoni sempre l’appello del vostro grande Connazionale a risvegliare in voi la fantasia della misericordia, affinché possiate portare la testimonianza dell’amore di Dio a tutti coloro che ne hanno bisogno”.

Infine, salutando i giovani, gli ammalati e gli sposi novelli, ha invitato a seguire l’esempio di San Giovanni Paolo II:

“La sua coerente testimonianza di fede sia un insegnamento per voi, cari giovani, ad affrontare le sfide della vita; alla luce del suo insegnamento, cari ammalati, abbracciate con speranza la croce della malattia; invocate la sua celeste intercessione, cari sposi novelli, perché nella vostra nuova famiglia non manchi mai l’amore”.

 Giovanni Paolo II°

Giovanni Paolo II° dalla scomparsa agli altari

Sono passati vari anni da quel triste giorno. Era il 2 aprile 2005 quando il cuore di Papa Giovanni Paolo II smise di battere.

Sotto l’occhio attento dei media di tutto il mondo, il Pontefice si spense alle 21.37 nel Palazzo Apostolico della Città del Vaticano, in conseguenza di uno shock settico e di un collasso cardiocircolatorio. Ad accompagnare uno dei pontefici più longevi della storia della Chiesa sono stati i canti e le preghiere dei 70 mila fedeli presenti in piazza San Pietro.

Da quella sera e fino all’8 aprile, quando hanno avuto luogo le Esequie del defunto Pontefice, Giovanni Paolo II è stato pianto da una folla di più di 3 milioni di pellegrini, moltissimi cattolici nel mondo, e anche molti non cattolici, confluiti a Roma per rendere omaggio alla salma del Papa, attendendo in fila anche fino a 24 ore per poter accedere alla Basilica di San Pietro nella Città del Vaticano. In Polonia, i cattolici si riunirono nella chiesa di Wadowice, la città natale del pontefice. La televisione di Stato cancellò tutte le commedie dal palinsesto a partire dal 1º aprile 2005 e cominciò a trasmettere le celebrazioni liturgiche e speciali sul Papa. Molti leader mondiali hanno espresso le loro condoglianze:

Karol Wojtyla aveva 84 anni, era nato a Wadowice il 18 maggio 1920. Il suo pontificato, cominciato il 16 ottobre 1978, è durato quasi 27 anni. Sin dal principio del suo pontificato intraprese  una vigorosa azione politica e diplomatica contro il comunismo e l’oppressione politica, ed è considerato uno degli artefici del crollo dei sistemi del socialismo reale, già controllati dall’ex Unione Sovietica. Combatté la Teologia della Liberazione, intervenendo ripetutamente in occasioni di avvicinamenti di alcuni esponenti del clero verso soggetti politici dell’area marxista. Stigmatizzò inoltre il capitalismo sfrenato e il consumismo, considerati antitetici alla ricerca della giustizia sociale, causa d’ingiustificata sperequazione fra i popoli e lesivi della dignità dell’uomo. Nel campo della morale, si oppose fermamente all’aborto e all’eutanasia, e confermò l’approccio tradizionale della Chiesa sulla sessualità umana, sul celibato dei preti, sul sacerdozio femminile.

I suoi 104 viaggi in tutto il mondo videro la partecipazione di enormi folle (tra le più grandi mai riunite per eventi a carattere religioso).

E ancora, Karol Wojtyla è stato sempre, sin da quando era un giovane prete, un punto di riferimento per le nuove generazioni. Proclamato Papa, ha  immediatamente stabilito un rapporto speciale con i giovani. Con i ragazzi ha sempre scherzato, parlato a braccio, costruendo una nuova immagine di Pontefice romano, lontana da quella ieratica di molti dei suoi predecessori.

Era un Papa, un padre, un uomo umile che si faceva amare come nessuno mai. Negli occhi di tutti rimane il ricordo della sua ultima apparizione, quella del 30 marzo 2005,  con quella benedizione muta, quel tentativo estremo di strappare una tregua alla malattia, per trovare una parola e salutare chi lo attendeva in attesa in Piazza San Pietro.

Quel triste 2 aprile, Papa Giovanni Paolo II ha lasciato un vuoto immenso, un vuoto che nessuno riusciva ad accettare. Erano tutti lì in Piazza, in casa e in ogni altra parte del mondo a piangere un uomo di una bontà infinita e che rimarrà tale per sempre. E oggi, in  ricordo della sua morte anche gli utenti di Facebook hanno deciso di ricordarlo con frasi, immagini, post in suo onore.

La mia Scuola intitolata al Beato Karol Wojtyla

Questo quadro con l’immnagine di KAROL WOJTYLA  è stata posta nell’atrio della mia Scuola il giorno della intitolazione

Ecco le immagini della cerimonia avvenuta il 13 maggio 2006:

 

Il Parroco, io come Dirigente Scolastico e il Sindaco

Non mi fu facile ottenere l’intitolazione a pochi anni dalla morte del grande Papa per il quale ho sempre nutrito un profondo amore, ma oggi sono felice, con tutta la popolazione scolastica di avere fatto questa scelta. Inserisco il documento inviatomi dall’attuale Pontefice a conferma di quanto avvenuto.

 

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Edda CattaniUn Grande Uomo divenuto Papa

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