Gli Ultimi Articoli

Semplicità e Senso di colpa

No comments

Semplicità e Senso di colpa

(dopo la giornata con i genitori di Caivano)

Negli eventi della vita ci si trova sovente a guardare indietro esaminando il nostro cammino e pensando di avere fino ad oggi sbagliato tutto. E’ il “senso di colpa” che spesso pervade l’animo umano e lo porta a togliere valore alle azioni compiute, ai tragitti fatti, ai cammini condivisi.

Il Senso della colpa ha queste connotazioni:

  • Il senso della colpa è psicologico,  perché riconduce alla coscienza individuale;
  • Il senso della colpa è monologico, in quanto l’io guarda solo dentro se stesso;
  • Il senso della colpa è frustrante, perché produce amarezza, insoddisfazione, rabbia, rassegnazione a fronte del risultato;
  • Il senso della colpa è legato al timore nel pensare di dover essere giudicati.

Lasciarci sopraffare dal senso di colpa rischia di farci restare sempre fermi allo stesso punto, perché può portare a fissarci su alcuni atteggiamenti, trasgressioni, comportamenti, espressioni… che impedendoci di verificare la vasta prospettiva dei rapporti con i nostri simili e con noi stessi, ci fa rilevare solo il particolare  e non l’ampia panoramica della peculiarità individuale quali la spontaneità, la sincerità, l’abnegazione, il coraggio… pur con tutte le  caratteristiche e i limiti che una persona possiede.

Nel nostro tempo si smarrisce spesso l’ampia visione e la percezione del nostro rapporto e delle relazioni con gli altri, che, per loro natura, sono direttamente proporzionali alla sensibilità verso i valori condivisi. Quanto più l’uomo si incontra “a tu per tu” con il suo ambiente umano e sociale, tanto più scopre e conosce se stesso e i propri confini, sentendosi impreparato al confronto e alle volte addirittura indegno di parteciparvi. Nasce allora spontanea la domanda: “Dove ho sbagliato? Cosa avrei potuto fare? Perché ho risposto in questo modo?” … e soprattutto : “Cosa pensa l’altro o cosa pensano gli altri di me?”

Egoismo, presunzione, transenne di ogni tipo… ci portano a vanificare le esperienze che, sia pure alle volte deprimenti, frustranti, limitanti, umilianti… non debbono mai farci perdere di vista l’obiettivo proprio della persona, di ogni persona che è quello di crescere e di saper cogliere da ogni vicenda, da ogni rapporto quanto di meglio questi possano avere lasciato in noi di “bene”.

Succede come quando vediamo i mobili di una stanza al buio: la polvere sopra di essi non si nota, gli oggetti non splendono … Ma non appena accendiamo la luce o apriamo la finestra, immediatamente ci accorgiamo del pulviscolo che si è accumulato e allora cogliamo l’esatta rappresentazione del tutto e la particolare bellezza dell’esistente … Dobbiamo aver la forza e il coraggio di aprire quella finestra e di riconoscere che nelle situazioni, in ogni situazione si può intuire l’essenziale con estrema semplicità… mettendoci solo un po’ di “buona volontà”.

Allora possiamo dire che il senso della colpa è anche maturante, perché ci fa crescere nel desiderio di guardare oltre il nostro limitato orizzonte per volere ricondurre il nostro vivere ad uno stato più elevato, ad una condizione migliore … anche all’amore superiore, come quello di Dio stesso … ed ancora, andando oltre,  giungere ad assaporare in estrema gratuità come sia bello il lasciarci amare da Lui.  

Dio è luce, che mette a nudo le nostre debolezze, porta via ogni frammento e illusione inutile, ogni nostra carenza, ma lo fa con amore e misericordia, ossia facendoci avvertire il bisogno di togliere da noi la “polvere” che forse da tempo abbiamo accumulato nella nostra vita.

Ciò che conta è tornare a vedere le cose con l’autenticità dei bambini che apprendono le leggi che regolano il cosmo un poco per volta e ad esse adeguano il loro stare, affidandosi via via alle tenere mani della madre … Facciamolo anche noi, consegnandoci  con semplicità e dedizione all’amore del Padre e anche i nostri rapporti saranno più maturi e avranno il profumo dei  fiori appena sbocciati.

Del resto io mi sento così:

 

 

… Lascia che tutte le tue porte

Vibrino, a tutti i venti aperte.

E invita il viandante nel tuo orto:

dà al viandante il fiore della tua vita!

Non essere duro, parco né avaro:

sii un frutteto senza né uncini né muraglie.

Bisogna essere dolci

E concedersi a tutti,

per vivere non v’è altra maniera.

Non temere. Non pensare …

… dare per tornare a dare.

Chi si dà non ha fine

Perché in lui c’è polpa divina.

Come si danno senza fine fratello mio,

al mare le acque dei fiumi!

Che il mio canto nella tua vita indori ciò che vuoi

La tua buona volontà trasformi in luce ciò che guardi.

 

Sia così la tua vita.

 

Pablo Neruda

 

Commenti

Commenti di facebook

Edda CattaniSemplicità e Senso di colpa

Related Posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *