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Sei tu la mia ancora

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Sei tu la mia ancora!

Sei tu l’ancora nella rovinosa caduta della mia vita… e guardando il mare, avverto la tua presenza che mi chiama e mi raggiunge.

galeone

 

“Si raddoppiano per forza le ragioni per cui possono ferirti”, inutile nasconderlo, la vita fa male ai cuori sensibili. Eppure crearsi armature non serve, chiudersi nemmeno. Solo chi è morto non sente dolore.
Io credo che dovremmo ricordarci di questo. Si raddoppiano le ferite perché solo chi si lascia ferire ama davvero.
La conclusione è un testo intero. È l’ultima traccia del cd di Niccolò Fabi. Non solo una canzone, ma una meditazione. In questi mesi l’ho lasciata entrare in me mille volte e credo che mille volte ancora tornerò ad ascoltarla. Perché nella vita, anche se tutti dicono che vince chi afferra, trattiene, conquista, anche io sono convinto che “vince chi molla”. Ma lasciar andare è gesto difficilissimo, vuole libertà e dedizione ed esercizio. E le cose a cui sei legato davvero, quelle per cui hai dato la vita, non le lasci andare mai del tutto. Devi continuare ad aprire piano le mani…

 

bu

L’ho ascoltata mille volte e mille volte ancora l’ascolterò. E sento che per arrivare a quell’evangelica “salvezza che non si controlla”… bisogna proprio lasciar andare tutto ciò che ci trattiene. Il potere, la paura, una certa idea di noi… e se questo testo diventasse meditazione condivisa? E se nella nostra vita, nel nostro volontariato, nei gruppi parrocchiali imparassimo a sentire che l’uomo, l’uomo vero, l’uomo che andiamo cercando è l’uomo che apre piano le mani e lascia fluire l’Amore. E cerca di non trattenere più nulla. Come in croce. Perché la salvezza non si controlla.

Vince chi molla

“Lascio andare la mano
Che mi stringe la gola
Lascio andare la fune 
Che mi unisce alla riva
Il moschettone nella parete
L’orgoglio e la sete
Lascio andare valigie e mobili antichi
Le sentinelle armate in garitta
Ogni mia cosa trafitta.

Lascio andare il destino
Tutti i miei attaccamenti
I diplomi appesi in salotto
Il coltello tra i denti
Lascio andare mio padre e mia madre
E le loro paure
Quella casa nella foresta
Un amore che duri davvero
Per ogni tipo di viaggio
Meglio avere un bagaglio leggero

Distendo le vene apro piano le mani
Cerco di non trattenere più nulla
Lascio tutto fluire
L’aria dal naso arriva ai polmoni
Le palpitazioni tornano battiti
La testa torna al suo peso normale
La salvezza non si controlla
Vince chi molla”

NICCOLO’ FABI UNA MANO SUGLI OCCHI

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Edda CattaniSei tu la mia ancora

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