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IL MOVIMENTO DELLA SPERANZA

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 (Questo logo è registrato e l’unico a potersene fregiare è il Convegno di Cattolica)

In un momento di grande disagio e pur supportata da centinaia di persone che hanno avuto modo, attraverso gli anni, di avvicinarsi a questo “Movimento” che rappresenta la più vasta e prima organizzazione di un Convegno di persone colpite da estrema sofferenza, pubblico il “testamento spirituale” affidatomi dal mio predecessore nella guida dello stesso. Faccio presente che sono stata indicata a succedergli, giammai per mia volontà, ma per esplicito mandato di Padre U.Pasquale Magni che aveva visto in me la persona che non sarebbe ma venuta meno allo spirito, alle finalità e all’estrema serietà con cui esso era nato e si era evoluto. Ringrazio tutti coloro che qui e dall’alto mi hanno finora accompagnato. (Edda Cattani)

RUOLO IMMAGINE E FINALITÀ’ DEL MOVIMENTO DELLA SPERANZA.

(di Mario Mancigotti) 

 

La natura, l’immagine, le linee ideologiche e programmatiche che caratterizzano qualsiasi forma di associazionismo o movimento sono ovviamente influenzati dalla origine storica e dalle motivazioni che ne hanno favorito e giustificato la nascita.

Per comprendere quindi il Movimento della Speranza nelle scelte ed indirizzi verso cui in linea di massima si sono orientati i suoi quindici convegni a Cattolica sul tema di fondo “Fede religiosa ed esperienze paranormali” dal 1987 al 2001 occorre risalire alle sue origini e richiamare alla memoria il livello conoscitivo agli inizi degli anni ottanta sulla indagine escatologica, tanatologica e paranormologica.

 

ORIGINI

 

Vasto interesse avevano suscitato in quei tempi le esperienze italiane di metafonia: i primi libri della amica Gabriella Alvisi “La voce dei viventi di ieri” ed “II libro della speranza” risalgono agli anni 1976 e 1979.

Sappiamo che la prima testimonianza italiana che fece scalpore e suscitò enorme interesse su possibili contatti con una altra dimensione ultraterrena fu la vicenda del giovane Frangi Moneta di Genova, morto nel 1976 e pubblicata nel 1981 su “La Domenica del Corriere” dalla giornalista Paola Giovetti, cui fece seguito nel 1982 il libro a cura della madre Agnese e stampato in proprio dal titolo “Tu sei tornato”.

Prima di allora penso che pochissime persone appassionate a tale tematica avessero potuto conoscere gli eclatanti casi francesi di Pierre Monnier, di Roland De Jouvenel ed altri riportati da Jean Prieur nel suo libro “Testimoni dell’ invisibile”, edito a Parigi nel 1972.

Il problema della sopravvivenza era già stato trattato da Raymond Moody nel suo famoso best-seller “La vita oltre la vita” edito nel 1975 e pubblicato in italiano da Mondadori due anni dopo. Nel campo della ricerca parapsicologica di frontiera era apparsa nel 19811’inchiesta di Paola Giovetti “Qualcuno è tornato”.

 

CONVEGNI

 

Ebbero allora forte richiamo i convegni dedicati prevalentemente a tale fenomenologia paranormale organizzati a Udine dal dr.Roberto Mangani e ad Arezzo dal conte Lorenzo Mancini Spinucci, fondatore dell’Associazione Italiana per lo studio della psicofonia. Ricordo infine con quanta sete di conoscemza dopo il 1983, anno della tragica scomparsa di mia figlia Daniela, iniziai a frequentare i convegni promossi dal mensile “L’Aurora” ed organizzati dal suo direttore prof. Raul Bocci all’Università’ di Camerino, ma quei dibattiti non erano rivolti esclusivamente al problema della sopravvivenza ma allargati al più vasto settore della parapsicologia classica.

L’anno 1985 vede la pubblicazione in proprio di altri due libri di testimonianze rese da due padri “orfani dei propri figli: “Oltre il tunnel” di Mario Mancigotti e “Ricordo di Enzo e suo ritorno: i morti vivono!” di Antonio Mascagna.

La diffusione di questi tre libri senza l’intermediazione di un editore ha consentito ai genitori di Frangi, Daniela ed Enzo di creare in poco tempo una vasta rete di corrispondenza con i propri lettori assenti di parole di speranza e di consolazione.

Gente disperata e smarrita per un lutto recente, imprevisto, traumatizzante, sconvolgente alla ricerca ansiosa di uno scoglio sicuro cui aggrapparsi per non annegare in un mare di cupa disperazione.

Va detto che neppure la Chiesa, che pure ci invita a credere nella continuità della vita oltre la morte fisica, secondo la rivelazione eristica, sapeva offrire ieri come oggi a queste persone sofferenti ed angosciate un valido ed efficace sostegno morale e spirituale.

Molto rari i sacerdoti che non si limitano a benedire la salma al cimitero ed a pronunciare parole formali di circostanza ma sentono il dovere di svolgere un autentico “ministero della consolazione”; ancor più rari, vere mosche bianche, sono quelli che si interessano dei fenomeni paranormali a supporto della fede, come lamentava Renzo Allegri nella sua prefazione al libro “I morti ci parlano” di padre Francois Brune nella edizione italiana del 1989.

E del resto la latitanza della Chiesa su questo versante è stata implicitamente ammessa con la nota pastorale “La Chiesa e l’Aldilà” nel maggio 2000 dalla Conferenza Episcopale dell’Emilia Romagna.

Nell’introduzione al tema si legge: “II silenzio dei credenti sulla morte, sulla vita dopo la morte, sul mistero dell’Aldilà è tanto più ingiustificato ed inopportuno quanto più si incontrano persone che si interrogano sulla morte, su ciò che ci attende dopo, sulla possibilità di vedere davvero il volto di Dio e di rivedere il volto dei propri cari.

Tale richiesta è particolarmente diffusa oggi nelle famiglie provate dalla morte violenta di un proprio congiunto.

Solo noi abbiamo raccolto questa istanza ed abbiamo cercato di colmare questo vuoto!

Perché allora pregiudizialmente chiudere gli occhi ai numerosi “segni” (quelli autentici, ovviamente) che ci giungono dal soprannaturale?

Ma a nulla sono valsi i miei tentativi di ottenere un incontro chiarificatore prima con il cardinal Biffi e poi con il vescovo di Reggio Emilia Mons. Addano Caprioli, quale estensore del documento.

Mi è stato di qualche conforto una lettera datata 12 marzo 2001 dell’assessore della Segreteria di Stato del Vaticano, il quale in risposta ad una mia lettera del 3 febbraio, mi assicurava che alcune particolari riflessioni da me esposte circa la comunicazione con l’Aldilà saranno esaminate con la dovuta attenzione.

Forse un timido spiraglio per l’inizio di un dialogo serio e responsabile con il vertice e la gerarchia della Chiesa.

Ma torniamo ai nostri Convegni, quando nella primavera 1987 si realizzò il nostro primo incontro a Cattolica, che nelle intenzioni dei promotori avrebbe dovuto essere privato ma che si trasformò inevitabilmente in un vero Convegno ufficiale al Teatro Ariston.

I tempi erano maturi per affrontare queste tematiche grazie anche al clamore suscitato nel 1985 dal best-seller di Lino Sardos Albertini “Esiste l’Aldilà”.

L’esito di quel primo Convegno è stato commentato da Paola Giovetti nell’appendice del suo libro “I messaggi della Speranza” edito nello stesso anno dalle Edizioni Mediterranee per cui lascio a lei la parola: “Come abbiamo già accennato nelle pagine precedenti dal 5 al 7 giugno 1987 si è svolto a Cattolica un Convegno particolare su “Fede religiosa ed esperienze paranormali”: si è trattato di un incontro fra persone accomunate dal dolore per la perdita prematura di una persona cara promosso dai coniugi Moneta, Mancigotti e Mascagna allo scopo di offrire un’occasione di incontro e di speranza.

La partecipazione al Convegno è stata veramente superiore alle aspettative: sono intervenute centinaia di persone da tutt’ ltalia che dalle parole dei promotori e di padre Eugenio Ferrarotti, dalle esperienze narrate da molti dei partecipanti stessi, dalla particolare atmosfera partecipe e commossa ma composta, che è venuta a crearsi, hanno ricavato motivo di grande conforto.”

 

I PROTAGONISTI

Sarebbe troppo lungo ed inopportuno ripercorrere in questa sede la storia di questi quindici anni; quante frecce indicative a sostegno dell’ipotesi ma per noi è ormai certezza, che dopo la fine del nostro corpo la vita continua in un’altra dimensione aspaziale ed atemporale, una vita completa appagante, attiva per le anime in grazia di Dio!

Quante testimonianze di madri che hanno ritrovato il proprio figlio ed hanno recuperato una fede ben più solida e profonda.

Tali testimonianze hanno trovato l’avallo autorevole di religiosi illuminati e senza pregiudizi che mi limito a citare: Eugenio Ferrarotti, Ulderico Pasquale Magni, Antonio Gentili, Silvano Troncarelli, P.Andreas Resch, Franco Maria Rossetto,Gigi Melotto, Bertoldo Zaccaria e tanti altri. Ma non ci è nemmeno mancato il sostegno della scienza, mi basti ricordare gli interventi di Antonino Zichichi, Alfredo Marocchino, Fabrizio Coppola, Enza Ciccolo, Friedrich Karger, Ernst Senkowski, Alfredo Ferraro etc.

Sono venuti a Cattolica scrittori e giornalisti famosi come Sergio Zavoli, Paola Giovetti, Pietro Cimatti, Solas Boncopagni, Luigi Moraldi, Maguy Lebrun, Jean Prieur. etc. Un’impronta determinante hanno poi lasciato sperimentatori e carismatici come Hildegard Schafer, Laura Paradiso, Silvana Pagnotta, Luciano Capitani, Paul e Nicole Gourvennec, Rosa Vitiello Langella, Lida Russo, Fiorenzo Nigro, Edda Cattani, Raffaella Gremese, Renata Capria D’Aronco, Gemma Cornetti, Edda Sartori, Dina Lucchini Dell’Orto, Claudia Ferrante, Virginia Ursi, Marcelle Bacci, Cosetta Magherini, Roberto Buscaioli e poi studiosi di medianità come Federico Cellina, Felice Masi, Filippo Liverziani e tanti altri che ora mi sfuggono. La signora Moneta ha purtroppo partecipato per l’ultima volta ai nostri Convegni nel 1991 per poi costituire a Genova l’ARISAD e promuovere i Convegni di Varazze: nel maggio 1994 inaspettatamente lasciava questa terra Tonino Mascagna, il papa di Enzo e Leonardo, procurando un un grande vuoto nella moglie Wanda e nelle file del Movimento. L’onere e la responsabilità di organizzare i convegni annuali fino al XVI (2002) che ha visto la partecipazione di note personalità di Spagna, Belgio e Francia sono gravati solo sulle mie spalle.

Determinante, ovviamente, per la realizzazione dei Convegni è stata la collaborazione fattiva sia di Angela Leardini per i problemi della ricezione alberghiera, per il lavoro informativo di segreterìa e per i rapporti con gli Enti locali sia di Luigi Leardini per la cura dell’anagrafe computerizzata dei convegnisti e per le adempienze contabili e di bilancio.

 

Prezioso inoltre negli ultimi anni è stato il contributo nella conduzione dei lavori congressuali della prof. Edda Cattani che può avvalersi dell’esperienza acquisita sia in occasione dei convegni promossi ad Abano Terme sia nello svolgimento della sua attività di dirigente scolastico.

 

L’ IDENTIKIT DEL MOVIMENTO

 

Di convegni e seminari oggi non si sente davvero la carenza, essi pullulano durante tutto l’arco dell’anno.

Ognuno di essi assume caratteristiche e finalità diverse. Presumo che i convegni del MdS appaiano alquanto “sui generis” proprio perché fin dalle sue origini ha voluto privilegiare l’aspetto solidaristico e spirituale-religioso senza peraltro trascurare le esigenze culturali di ordine psicologico,parapsicologico,filosofico,scientifico,fenomenico e così via. Per tali motivi io reputo che il Movimento debba essere sempre guidato da chi ha provato sulla propria pelle e non per sentito dire il calvario dell’impatto traumatico con l’evento morte ed abbia percorso il nostro cammino di speranza e di recupero della fede.

Solo un padre od una madre privati improvvisamente della presenza di un figlio può portare avanti un così gravoso compito con spirito di missione ed assoluto disinteresse economico.Dico questo con il dovuto rispetto per gli altri organizzatori di convegni.

Occorre coerenza nel seguire la direttrice di marcia che impone scelte delicate e sofferte nell’intento di evitare o quanto meno frenare certe forme di fanatismo o scomposta esaltazione o di spinto protagonismo o di medianità troppo disinvolta ed ostentata.

Bisogna sempre chiedersi cosa cerca chi viene ai nostri convegni:sopratutto l’eventualità di trovare segni ed indizi probatori che la vita davvero continua dopo la morte, che l’Aldilà non è una pia illusione ma una consolante verità.

Solo questa convinzione che il figlio, la persona amata non è sparita nel nulla può rasserenarlo e placare la sua angoscia. Ed è per questo motivo che vanno lasciati ad altri gli argomenti che riguardano la parapsicologia

classica.

Non credo che ai nostri convegnisti con il cuore sanguinante possano interessare sperimentazioni sui poteri extra-sensoriali come, ad esempio, la passeggiata sui carboni ardenti, il piegamento di metalli con la forza della volontà o la visualizzazione più o meno attendibile di defunti (cavallo di battaglia di Rosmary Althea ed altri sensitivi anglicani) che ben poco o nulla hanno di spirituale e fanno leva sulla curiosità spesso morbosa della gente.

LA MEDIANITA’

 

Sul nostro concetto di medianità ci siamo espressi con estrema chiarezza in occasione del nostro XTV Convegno durante il quale domenica 17 settembre 2000 è stata proposta, approvata e sottoscritta all’unanimità una mozione con cui si dichiara “di ritenere la medianità una facoltà carismatica innata nella natura umana, quasi sempre in stato latente ma che può emergere e potenziarsi a volte attraverso la prova della sofferenza.

E’ dunque un dono gratuito e come tale va offerto in spirito di apostolato e di carità cristiana in un atteggiamento di umiltà e di altruismo disinteressato, di autentica spiritualità e sacralità.” Pur comprendendo l’umana aspettativa di chi arde dal desiderio di avere un contatto con la persona amata, siamo contrari ad ogni forma di reclamizzazione di presunti “sensitivi” perché certo non concorre a favorire l’umiltà ed anche perché nessun esperto è in grado di attribuire tale qualifica. Come diretta conseguenza della precedente affermazione, la mozione ha quindi “fermamente respinto come deviante qualsiasi forma di medianità professionale caratterizzata dalla promozione ed attuazione di corsi e seminar! di medianità ben retribuiti, da docenti come tali lautamente compensati per l’insegnamento della medianità o per incontri privati con la presunzione di garantire un contatto ultraterreno a volontà ed infine da sperimentazioni pubbliche improntate a spettacolarità che legittima il sospetto di una strumentalizzazione del dolore.”

Le mamme carismatiche di Pierre Monnier, di Roland de Jouvenal, di Arnaud Gourvennec, di Frangi Moneta, di Daniela Mancigotti, di Vincenzo Russo, di Corrado Paradiso e tante altre non hanno avuto alcun bisogno di frequentare le scuole di medianità ma hanno avvertito la grazia di Dio! So che questa dichiarazione di principio non è da tutti condivisa, ciascuno è libero di fare le sue scelte.

Non già per partito preso o chiusura mentale ma soltanto per le ragioni suesposte non si debbono mai perdere di vista le prioritarie aspettative, le necessità spirituali ed il particolare stato d’animo della stragrande maggioranza dei partecipanti ai Convegni del Movimento per cui non consideriamo pertinenti alcune tematiche specifiche anche di indubbio interesse come, ad esempio, la medicina alternativa, la pranoterapia, lo sciamanesimo ed altre pratiche per la guarigione fisica. Siamo inoltre contrari a sedute spiritiche in pubblico, sopratutto con trance per incorporazione perché riteniamo che esse richiedano cerchi ristretti di studiosi con specifica preparazione culturale. A maggior ragione osteggiamo tutte le pratiche divinatorie che presumono di rivelarci il futuro (astrologia, carto e chiromanzia ed altre simili arti magiche) che fanno leva sulla credulità popolare e sono giustamente vietate dalla dottrina della Chiesa.

Infine è del tutto consequenziale ed ovvio che condanniamo qualsiasi forma di prestazione medianica che preveda compensi sotto qualsiasi forma, le quali inquinano la sacralità del rapporto fra ciclo e terra.

CONCLUSIONE

Ho voluto presentare la “carta d’identità” del Movimento che considero, modestia a parte, come una mia creatura.

Credo di averne dato un’immagine chiara ed inequivoca che mi auguro ampiamente condivisa, anche se debbo prendere atto di come sia difficile pervenire ad una soddisfacente sintonia d’intenti al vertice.

“Sono credente e quindi convinto che i segni straordinari, eccezionali quanto ineffabili che ci giungono dai nostri cari in ispirito si producono non per nostra volontà e capacità bensì per un volere superiore che persegue un imperscrutabile disegno.

Questi segni maturano con un cammino di fede e di costante invocazione.

Radio, registratore, televisione, telefono, computer sono solo strumenti che non possono compiere miracoli e che solo un’energia soprannaturale può produrre: Dio! I nostri cari hanno il permesso di lenire il nostro dolore ed infonderci speranza ma hanno bisogno di trovare in noi un’antenna spirituale ricevente abilitata ad entrare in sintonia con Loro; dobbiamo quindi sforzarci di elevarci noi al livello della dimensione di Luce in cui ora essi vivono ed ove sono posti al bando odio, risentimento, vendetta, egoismo, ambizioni e rivalità.

Perché Là, ce lo ripetono sempre con tanto entusiasmo e felicità, trionfa soltanto l’Amore assoluto.

 

 

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Edda CattaniIL MOVIMENTO DELLA SPERANZA

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  • Edda Cattani - 3 dicembre 2012 reply

    Ricevo su FB da Nico Veladiano: Guardare oltre la soglia è un desiderio che da sempre accompagna l'Uomo. Quando una persona cara ha varcato "quella" soglia è normale è logico è umanamente comprensibile sorga il desiderio di cercare un contatto, un cenno di conferma sul fatto che la vita prosegue. Il cuore lo sa, l'anima lo sente ma i nostri sensi cercano un riscontro tangibile. In questo non c'è assolutamente nulla di sbagliato. I Maestri del Cerchio Firenze 77 hanno confermato che il contatto con chi è trapassato ( non morto, la morte non esiste, si sposta semplicemente la consapevolezza dal piano fisico ad uno più sottile, meno denso, che però con quello fisico è compenetrato) è possibile. Loro stessi hanno fatto si che molte persone potessero parlare con i loro cari trapassati. Ci sono molteplici modi con cui questi due mondi possono "collegarsi". Sicuramente i medium sono uno strumento, anche la scrittura automatica è una via. Ma anche le singole persone, in determinate occasioni, in particolari situazioni sono in grado di percepire messaggi che arrivano dai propri cari che sono nell'altra dimensione, che ci seguono costantemente, che ci aiutano anche se normalmente non ce ne rendiamo conto. La sensazione di sentire una carezza, un sussurro possono essere frutto della nostra immaginazione ma anche un fatto reale. Il nostro cuore sa distinguere! Attraverso i sogni può avvenire uno spostamento della nostra consapevolezza da questo nostro piano fisico a quello più sottile, al piano astrale dove per un certo periodo conducono la loro esistenza i trapassati. Anche in questo caso ci sono elementi che possono aiutarci a capire si il sogno è stato solo una normale elaborazione che il subconscio fa del nostro vissuto o un reale contatto con l'altra dimensione. Ma al di là delle indicazioni, anche in questo caso il nostro cuore, la nostra anima sanno se c'è stato un vero contatto. I Maestri del Cerchio Firenze 77 invitano, hanno invitato, a non cercare questo contatto a tutti i costi, a non farne lo scopo della vita perché se un contatto deve avvenire, se è previsto nell'ordine naturale delle cose, avverrà, sicuramente avverrà, direttamente o tramite una persona che la vita porrà sul nostro cammino. Ognuno comunque, con serenità e umiltà ha il diritto di agire come meglio crede, senza protagonismo ma anche senza sentirsi colpevole o colpevolizzato se cerca di assecondare il naturale, legittimo desiderio di cercare una conferma a quello in cui già crede. L'Apostolo Tommaso insegna! Persone come Edda e quelle che collaborano con lei offrono con generosità una preziosa opportunità per comprendere, capire, trovare pace e serenità. In questo suo operare sicuramente è costantemente assistita a chi già è nell'altra dimensione. Un caro saluto a tutti.

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