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E’ arrivato Natale!

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E’ arrivato Natale! 

Ed ecco giunta a noi la grande festa del Santo Natale. C’è stata aria di festa ovunque, infatti, fin dai primi giorni di novembre e con la celebrazione di Ognissanti sembra essere passato tutta la mestizia della ricorrenza dei morti. Dalla morte alla vita, dunque, è facile il transito e noi, che abbiamo sperimentato questo sentimento, respiriamo aria di passaggio. Mi sono commossa più volte in questi giorni, guardando il presepe esposto nelle vetrine, dalle modeste statuine di gesso ai costosi lavori artigianali fatti di perle e stoffa. Ho pensato al mio Natale di quando ero piccolissima e il mio babbo fece il nostro presepe, con le statuine modellate da lui, con la creta del fiume. Sono capolavori che conservo ancora perché fanno parte del sentimento e della memoria di un tempo felice e semplice pregno di innocenza e di trasporto. Così mi torna alla mente il pranzo preparato nella notte santa, il buon profumo di vaniglia e le pesche rosse e gocciolanti di rosolio con la ciambella secca che durava mesi e mesi. Da tutto questo, il ricordo passa allo stupore dei miei bambini che attendevano i doni e a cui facevo la vestina rossa per simboleggiare la gioia e i sermoncini sotto l’albero e tante cose ancora.

Nella notte santa ho voluto rinnovare questa magia guardando il presepe di Andrea che ho costruito in casa, in questo “Natale da poveri” come lui definì il nostro primo natale senza la sua presenza fisica ed ho cercato che ogni presenza spirituale fosse viva accanto al Santo Bambinello.

C’era Mentore con la sua prestanza, Nonna Lina con la sua guida prescrittiva, il mio Papà Lino con il suo affetto protettivo e c’erano soprattutto tutti i miei figli con Andrea davanti, nella sua divisa da tenente a rassicurarci che quanto stiamo attraversando ora è un sentiero arduo ma necessario che ci porterà ad una vita nuova.

“Gesù nasce” e il lieto messaggio ci porta anche a Betlemme, ai luoghi santi dove si è consumata la più grande tragedia tra Dio e il mondo e dove ancora si sparge tanto sangue. Questo nostro tempo storico, di guerre, di sofferenza, di miseria, di fame è simile all’epoca in cui il Salvatore delle genti ha stabilito di incarnarsi nell’uomo e di sollevarci dal peccato. Oggi, come allora, i potenti assumono il comando e si spartiscono i territori. Una moltitudine infinita di popoli senza speranza subisce persecuzioni, massacri, angherie di ogni genere e tanti bambini violentati, stuprati, affamati, senza casa e senza famiglia, si chiedono perché mai siano venuti al mondo. Quale speranza per il futuro? Ci ritroviamo come ai tempi biblici dell’Antica Alleanza corrotta dalle conseguenze del peccato che provocò l’ira di Dio. Giungerà a noi una Rinnovata Alleanza, una nuova Aurora che rischiari questa epoca di tenebre e di ingiustizie?

         La Madonna, la Santa Vergine eletta a protezione dell’umanità, Lei creatura predestinata fra le creature, ovunque è apparsa ha donato messaggi  di conforto, di speranza annunciando che ci ridonerà Gesù, la Luce Nuova e che, alla fine, il Suo Cuore Immacolato trionferà.

         Vediamo allora la venuta del Messia come lo fece il popolo dell’antica alleanza che ha atteso con crescente impazienza che i tempi fossero compiuti e che Dio mantenesse la promessa.

 Sentiamo il Natale con le parole di Madre Teresa di Calcutta:

 

E’ Natale ogni volta
che sorridi a un fratello
e gli tendi la mano.
E’ Natale ogni volta
che rimani in silenzio
per ascoltare l’altro.
E’ Natale ogni volta
che non accetti quei principi
che relegano gli oppressi
ai margini della società.
E’ Natale ogni volta
che speri con quelli che disperano
nella povertà fisica e spirituale.
E’ Natale ogni volta
che riconosci con umiltà
i tuoi limiti e la tua debolezza.
E’ Natale ogni volta
che permetti al Signore
di rinascere per donarlo agli altri.

Gesù è nato! Povero fra i poveri, simbolo di innocenza di pace e di fraternità universale. E’ un  po’ aprire la porta della nostra locanda per far sì che coloro che soffrono il freddo, la fame, la privazione, siano vicino a noi e sentano il nostro calore. Così l’Avvento è solidarietà ed i nostri Figli di Luce ci benedicono dall’Alto!

Quest’anno al nostro convegno di Padova abbiamo avuto Padre Gabriele Gastaldello

della comunità “ La scuola del villaggio” e ci ha inviato questa riflessione per il nostro Natale

NATALE  è nelle RADICI  di TUTTI

Natura – Nascere – Natale derivano dalla stessa parola.

 

Natale è inno alla vita. Non vivere in questo mondo come straniero, ma come nel grembo di una grande vita. Credi alla vita, credi nell’uomo, canta e cammina e l’arida vita si riempirà di luce.

Fa’ memoria delle tue origini. Entra nella consapevolezza della tua storia unica, originale, irrepetibile.

Anche chi non accoglie lo specifico senso cristiano della nascita del VERBO di DIO può condividere messaggi importanti in nome della comune umanità.    

“Adoro Dio per il mio Natale, per la mia infanzia che non ricordo ma che immagino da quello che fanno gli altri bambini. Rivivo l’esperienza del succhiare, del soddisfare i gusti, del piangere per i fastidi del corpo, del ridere, dormire, svegliarmi, del far noti i desideri, dimenare le membra, strillare, sdegnarmi coi grandi quando non accondiscendono, vendicarmi piangendo, …”  (Agostino, Confessioni).

Anche tu sei spuntato, apparso alla vita nella vasta placenta del mondo, sei connesso, collegato, intessuto ai fili misteriosi della solidarietà cosmica. Come potresti vivere se il sole non ti scaldasse, se l’aria non ti desse il respiro, se l’acqua non trasportasse gli umori della vita, se la terra non ti sostenesse e nutrisse?

Faremo la meditazione del nascere: tu puoi rivivere biograficamente la emozione del nascere; anche tu sei stato bambino. “Immaginati bambino sul punto di uscire dal grembo per venire alla luce. Osserva il volto della mamma ansiosa di vederti per la prima volta dopo averti ospitato per nove mesi nel suo grembo. Immagina il travaglio doloroso del parto presto dimenticato dallo stupore di vederti. Ascolta il grido della vita quando per la prima volta l’ossigeno ha inondato i polmoni. A quel primo respiro è legato il pellegrinaggio incessante dei tuoi respiri. Ascolta la musica dei respiri. Respira come fosse la prima volta. Celebra il miracolo di esistere. La vita è un nascere continuo”.

Poi costruiremo l’albero delle parole belle che andremo ad appendere per confermare, decorare la nostra mente e impegnarci a viverle affidandole alla memoria lunga. Esempio: “Celebra la gratuità di ogni giorno e di ogni respiro”; “Ogni mattina al tocco della luce ho un giorno nuovo davanti a me”; “Fa fiorire gli incontri umani che la strada ogni giorno ti regala”; “Ogni uomo è una stella, ogni stella ha il suo splendore, accogli ogni persona come messaggio per te”; “Vedo negli altri la mia umanità”; “Vedo bene… col cuore”; “Ciò che conta è amare”… quali altre parole belle appendi?

Cammino delle stelle. Natale è un viaggio alle radici, anche tu sei nato, sei stato cullato da una mamma e curato nel nido caldo di una famiglia. Celebra la vita che è arrivata fino a te lungo una collana immensa di vite. Celebra la natura, immensa placenta di vita. Celebra le stagioni, tutto ciò che vive è tuo prossimo, guarda la terra con rispetto e onore: “Laudato sii mio Signore per sorella Madre Terra la quale ci sostenta e ci governa” (Frate Francesco, Cantico delle Creature).

NATALE è un invito alla ECO-LOGIA, alla sobrietà, alla essenzialità.

Col primo libro della Bibbia (Genesi) celebra il Natale del mondo, il natale di ogni giorno, di ogni respiro, di ogni pensiero. La conservazione nella vita è un nascere continuo.

 

 

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Edda CattaniE’ arrivato Natale!

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